Perché alle persone piace Rovazzi e non Stockhausen (di Francesco Bianchi)

 


Tratto dall’articolo di Francesco Bianchi nel blog “Quinte Parallele”.


Per quale motivo la musica classica contemporanea viene avvertita come una forma d’arte incomprensibile e criptica? Perché è oggi per la maggior parte del pubblico qualcosa di difficilmente accessibile, che spesso viene rigettata o al massimo ascoltata come qualcosa di eccentrico e stravagante? Si dovrebbe innanzitutto partire da delle considerazioni sociologiche di ciò che è la musica oggi per come essa viene ascoltata ed esperita. Si può dividere la musica che oggi ascoltiamo in una musica common practice, e una musica uncommon practice: la common è la musica che rispetta dei canoni estetici semplici e codificati, dunque da ascoltare sovrappensiero, con leggerezza, e che soprattutto è espressione del sentire e delle aspirazioni più comuni delle persone; la uncommon è invece l’espressione di concetti e sentimenti che sono eccentrici rispetto alla medietà e a volte al linguaggio verbale stesso (per chiarezza possiamo mettere in questa categoria nomi come Paart, Varése, Nono, Maderna, Stockhausen). Leggi tutto “Perché alle persone piace Rovazzi e non Stockhausen (di Francesco Bianchi)”