Intermezzo di ringraziamenti

 

“No Black No Fashion”: great appreciation from online users

Un breve intermezzo tra gli articoli del mio sito per esprimere la mia gratitudine verso chi ha semplicemente la curiosità di ascoltare, apprezzi o mi incoraggi a proseguire questo mio lungo percorso. I progetti di questo anno sono tanti e tutti molto importanti per la mia formazione professionale e per la mia ricerca sonora perchè estremamente diversi sia nel modo di approdare ai contenuti, sia nell’analisi degli stessi. Un ringraziamento anche a BAM e al suo staff per il supporto umano e professionale. Io ci sono e sto scrivendo. Restiamo in contatto!

Intorno al concerto di domenica al XX festival dei Microludi

In occasione del XX festival dei Microludi, organizzato dall’associazione culturale Ricercare, vi invito a leggere questa breve presentazione su Varese News di Erika LaRosa che è parte di una mia intervista che verrà pubblicata a breve.

Ulteriori informazioni sul sito della BAM

“What a picture could say…”: Sunday the amazing concert with Roberto Brambilla

A domenica 22 ottobre 2017!

Roberto.

 

Perché alle persone piace Rovazzi e non Stockhausen (di Francesco Bianchi)

 


Tratto dall’articolo di Francesco Bianchi nel blog “Quinte Parallele”.


Per quale motivo la musica classica contemporanea viene avvertita come una forma d’arte incomprensibile e criptica? Perché è oggi per la maggior parte del pubblico qualcosa di difficilmente accessibile, che spesso viene rigettata o al massimo ascoltata come qualcosa di eccentrico e stravagante? Si dovrebbe innanzitutto partire da delle considerazioni sociologiche di ciò che è la musica oggi per come essa viene ascoltata ed esperita. Si può dividere la musica che oggi ascoltiamo in una musica common practice, e una musica uncommon practice: la common è la musica che rispetta dei canoni estetici semplici e codificati, dunque da ascoltare sovrappensiero, con leggerezza, e che soprattutto è espressione del sentire e delle aspirazioni più comuni delle persone; la uncommon è invece l’espressione di concetti e sentimenti che sono eccentrici rispetto alla medietà e a volte al linguaggio verbale stesso (per chiarezza possiamo mettere in questa categoria nomi come Paart, Varése, Nono, Maderna, Stockhausen). Leggi tutto “Perché alle persone piace Rovazzi e non Stockhausen (di Francesco Bianchi)”