L’ impronta di una foglia

L'impronta di una foglia

 

L’impronta di una foglia è un lavoro per pianoforte a 4 mani. Grazie alla gentile richiesta di Antonella Moretti e Mauro Ravelli ho potuto scrivere per la prima volta un lavoro per pianoforte un po’ diverso … grazie alle due mani in più.

Questo pezzo ha una storia particolare che mette in evidenza il mio essere compositore. Da qualche tempo ho smesso di prendere appunti nello scrivere. O meglio, sarebbe impossibile stare senza tuttavia lascio che una parte del pezzo, che può essere l’inizio, lo sviluppo o la fine venga elaborata e pensata solo dopo aver steso in partitura una buona parte degli appunti presi. Troppe volte mi sono ritrovato ad accorgermi che elementi di grande interesse nascevano indipendentemente dai miei appunti e per seguire lo sviluppo di questi più volte ho ingoiato il boccone amaro di non guardare anche quel nuovo aspetto che avevo appena letto nella mia stessa partitura. Ecco, in questo caso avevo scritto solo una parte degli appunti e questa volta è stato un evento esterno a concretizzare la parte mancante. E’ venuto infatti a mancare Pierre Boulez mentre stendevo la prima parte della partitura. Il giorno che ho saputo la notizia sono risalito alla pagina scritta due giorni prima e ho inserito un elemento musicale (delle campane create attraverso la semplice preparazione sulle corde del pianoforte) che avranno una ripercussione fortissima sugli elementi esposti.

Il pezzo è dedicato alla memoria di Boulez, e con il mio solito fare mi sono permesso di rispettarlo e di prenderlo un po’ in giro. E’ certamente una figura che mi mancherà. Ho avuto occasione di parlare con lui solo una volta, quindi non lo conoscevo affatto, tuttavia e forse è inutile dirlo, ho sempre ammirato il compositore.

Come spiego in questo articolo, si trattava inizialmente di mostrare un oggetto sonoro a pezzi che, passo dopo passo, potesse essere ricostruito attraverso immagini ad angolazioni diverse. Il pezzo è scritto come se gli esecutori fossero uno solo, in una sorta di super-strumento che dichiara una gestualità che non può essere intrapresa da un singolo pianista. I pianisti collaborano a ricreare figure impossibili altrimenti e si crea così un immagine sonora molto chiara.

  • Prima esecuzione assoluta: Luogo e data da definire

Esecutori: Mauro Ravelli / Antonella Moretti