Io e SIAE

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E’ fresca la rivolta, del tutto pacifica, degli italiani nei confronti della SIAE. Proprio fresca non è, ma se c’è qualcosa che mi fa davvero arrabbiare, è che ci toccherà pagare con una multa da parte dell’Europa l’incompetenza del nostro governo. Sì, perché l’Italia avrebbe dovuto rispondere alla direttiva Barnier che coinvolgeva anche delicate questioni sul monopolio della SIAE.

Dato che sono iscritto in SIAE da poco più di vent anni e la nostra cara società ne ha creati di problemi, anch’io mi sento di dire qualcosa.

La prima incredibilmente positiva, e forse è l’unica, è il suo rinnovamento a 360°. Sinceramente non penso che l’uscita di Gino Paoli (ma che ci faceva Gino Paoli direttore alla SIAE?) e l’arrivo di Filippo Sugar sia stata una ventata di aria fresca, entrambi dovrebbero infatti soffrire di un leggerissimo conflitto di interessi. Mi chiedo quale siano state le condizioni per le quali Sugar avrebbe accettato tale nomina ma soprattutto mi chiedo se gli siano state poste o sia stato lui a porle in SIAE … Però proseguo dicendo che è un annetto che vedo una SIAE più efficiente almeno nel 50% nei suoi servizi. Più efficiente non significa molto, ma c’è attività. E’ cambiata la facciata, il modo di porsi è più attento attraverso un sito (oramai la prima fonte di informazioni per chiunque) più preciso e meno confusionario. E’ cambiato qualcosa nella scadenza dei pagamenti, ad esempio ci sono tutti quei diritti che mi sono stati riconosciuti improvvisamente, nonostante fossero anni che lavoravo con un certo impegno e che non hanno avuto bisogno di richieste e accertamenti. O la velocità con la quale è arrivata la comunicazione unica, davvero serio. Inoltre si nota un impegno nel piano anticorruzione di quest anno, la volontà di sostenere associazioni che divulgano la musica scritta (e quindi aiutano la distribuzione della cultura in Italia) attraverso fondi predisposti, piccoli ma prima inesistenti e tante piccoli accorgimenti che incominciano a fare una differenza. L’entrata del dott. Sugar ha certamente modificato qualcosa, purtroppo però stiamo parlando di un monopolio che dura da ben prima che nascessi e sono costretto a dire di più.

Le altre note sono decisamente molto più impegnative da affrontare. Parto da una “banalità” per poi addentrarmi. Esiste in SIAE un rapporto di “mutua affidabilità” reciproca con le altre società per la tutela del diritto d’autore sparse nel mondo per la quale si da per scontato che le varie società comunichino tutto ciò che è successo nel loro territorio a proposito di un tale artista. Ad esempio, cosa che mi tocca particolarmente, se le radio trasmettono un mio lavoro in spagna la SGAE deve informare SIAE di questo per pagarmi i diritti. Ma se per caso non viene comunicato? Ebbene SIAE se ne lava le mani. O meglio è l’artista che deve provvedere a dimostrare dove e quando sono stati trasmessi i suoi lavori. E’ qualcosa di impensabile. Per “risolvere” questo SIAE aveva deciso, immagino in dieci minuti, che si dovessero suddividere le somme in date percentuali e il risultato è che ancora oggi andiamo ad ingrassare artisti di musica leggera a discapito della musica scritta, ovvero gli artisti con un ritorno economico ben al di sopra della media a discapito dei “meno tutelati”!

Non solo. Il giro di ripartizione dei diritti è davvero oscuro, i meccanismi che li regolano non sono scritti o lo sono parzialmente (comunque SIAE non fa nulla per mostrare quali siano le logiche di ripartizione) e tra le altre noi compositori di musica scritta (per luogo comune “seria”) dobbiamo alla musica leggera (sì, parlo proprio di Noemi, I cugini di campagna, Paul McCartney, Adele) una percentuale dei nostri diritti. Su quale base si fondi questa ripartizione non mi è chiara e penso non lo sia a nessuno. Semmai dovrebbe essere il contrario! La musica leggera al servizio della cultura italiana!

Ma la cosa tipicamente del nostro paese, che pubblica i libri dei delinquenti, è che nonostante associazioni di migliaia di persone che dimostrano le illegittimità di questa società, gli organi di Stato girino lo sguardo altrove.

Insomma, a me spiace per Filippo Sugar, ma è troppo tardi per tornare indietro. Si sciolga il monopolio SIAE, che ha rubato a migliaia di artisti la dignità e la cultura in Italia, e si scrivano le basi di un diritto d’autore tutelato davvero da società che hanno interesse nel tutelarlo.

SIAE avrà tutto il tempo per dimostrare di essere la migliore società di tutela.

 

 

 

 

Autore: Roberto

Roberto Brambilla - www.robertobrambilla.it - www.robertobrambilla.com - www.taukay.it -

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